Archive for the ‘politica’ Category

Flessibilità eterna.

luglio 31, 2008

Sempre peggio. Quando si pensa di avere raggiunto il fondo, si aprono nuovi abissi. Il decreto 122 del 25 giugno (il famigerato decreto Brunetta), anche come attualmente modificato dal governo, apre nuovi abissi di incertezza e precarietà per i cittadini – in termini di servizi – e per i dipendenti pubblici – in termini di clausole vessatorie e discriminatorie nei confronti dei dipendenti del privato. Sorvolo sulle enormi panzane sui presunti aumenti dei quali i dipendenti pubblici avrebbero usufruito negli ultimi anni, sorvolo sulle clausole a dir poco vessatorie su quanti si ammaleranno, sorvolo su tante altre cose per concentrarmi su una: la precarizzazione del precariato. Non solo viene bloccato il turn-over, ma si impone un limite alle assunzioni nei prossimi anni a dir poco assurdo. Il segnale è chiaro: ai giovani nessuna speranza. Chi è precario deve rimanere tale a vita. Affaracci suoi. Il concetto à chiaro: i dipendenti pubblici sono colpevoli del grave reato di avere un lavoro stabile, che permette loro di accedere a un mutuo, di comprare casa e – perchè no – mettere su famiglia. Un crimine inumano. Che va duramente stigmatizzato. La società del futuro è profondamente ugualitaria: tutti precari sottopagati (meno che gli amici dei potenti di turno, ovvio…). Ma che razza di società vogliono costruire questi signori??

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E questo sarebbe il sostegno al reddito ???

maggio 17, 2008

Tra i primi provvedimenti del governo Berlusconi leggo un po’ ovunque che ci saranno l’eliminazione dell’ici sulla prima casa e la detassazione degli straordinari. Queste iniziative vengono vendute come un salvifico sostegno al reddito per le famiglie italiane, strozzate dal carovita. Un primo commento che mi viene da fare è che questi provvedimenti non sono a costo zero, ma devono avere una copertura economica. Quindi, o questo governo mente sul fatto che non c’è il famoso tesoretto, oppure è evidente che le tasse dovranno aumentare per coprire i costi di questi provvedimenti. Nel caso dell’Ici si tratterebbe quindi di un mero spostamento della fiscalità. Tra l’altro l’Ici è una voce molto importante per il bilancio dei comuni, che vedrebbero falcidiate le loro entrate. Un effetto deleterio, specie per un governo che si riempie la bocca con il federalismo fiscale. I comuni, in mancanza di entrate alternative, si vedrebbero costretti a tagliare i servizi ai cittadini o a farli pagare di più. E nessuno venga a prendermi per i fondelli con la storiella del taglio degli sprechi. Se si volesse invece trovare la copertura per l’eliminazione dell’Ici aumentando l’aliquota Irpef comunale, è evidente che coloro che NON possiedono una casa dovrebbero farsi carico di maggiori tasse. Un effetto quantomeno curioso, se il suo scopo è sostenere i redditi di chi non ce la fa. Insomma un provvedimento del tutto populista, privo di reale impatto nelle tasche dei cittadini.

Per quanto riguarda la defiscalizzazione degli straordinari, si tratta invece di uno splendido regalo per Confrindustria. ll provvedimento vedrebbe aumentare le busta paga (ma solo di quelli che fanno straordinario riconosciuto e pagato), ma a carico della fiscalità generale. Confindustria non spenderebbe un euro. In più, i lavoratori sarebbero incentivati a chiedere di fare ore di straordinario in più, e le imprese a assumere di meno. Tra l’altro, è cosa nota anche ai sassi che in molte realtà lavorative gli straordinari non vengono riconosciuti, e tantomeno pagati. Per non parlare dell’esercito dei disperati del lavoro a progetto, per il quale la parola “orario” non ha significato giuridico. Insomma, una vera presa per i fondelli per la maggior parte dei lavoratori.

Morale della favola: questo governo comincia male. Anzi malissimo. Tutto come previsto.

Il caso Alitalia.

aprile 23, 2008

La compagnia di bandiera italiana, Alitalia, è in stato di coma profondo, a un passo dalla bancarotta, in linea con il nostro scassato paese alla deriva. Il governo Prodi ha concesso un prestito di 300 milioni di Euro, circa il triplo di quanto inizialmente preventivato. Certo è che in assenza di cambiamenti strutturali si tratta di un provvedimento destinato semplicemente ad allungare l’agonia di un moribondo. Senz’altro questa decisione provocherà delle rezioni negative da parte della Comunità Europea, in quanto si tratta di un sovvenzionamento fatto con soldi pubblici per sostenere un’azienda privata. Intanto Air France si è già ufficialmente ritirata. Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio in pectore, sta scaricando le responsabilità ovunque meno che su sè stesso, come da copione. Si è già dimenticato che in campagna elettorale favoleggiava di una misteriosa cordata di imprenditori italiani , della quale oggi non c’è traccia. Ricomincia il suo teatrino…

Un brutto rientro.

aprile 14, 2008

Oggi sono rientrato dalle ferie. Il tempo di andare a votare, poi mi sono precipitato a casa per guardare gli exit poll. Non posso nascondere la mia delusione. A quanto pare l’Illuminato di Arcore ha vinto. Come al solito i risultati degli exit poll vanno presi con le molle, ma se confermati i primi dati fanno riflettere. La cosa che più mi ha colpito è che a quanto pare la Sinistra Arcobaleno è scomparsa. Un risultato dal mio punto di vista inaspettato. Bertinotti ha già rassegnato le sue dimissioni. Il secondo dato interessante è che la lega, invece, raddoppia. Verrebbe quasi da pensare che parte dell’elettorato di sinistra sia salito sul Carroccio. Forse, comunque, quello che in questo momento sta godendo di più non è Silvio Berlusconi, ma Walter Veltroni. Il suo nemico interno, la sinistra radicale, è scomparso. Stare all’opposizione è certo molto più facile che governare, sperando magari in qualche colpo di testa dei leghisti che renda la vita difficile all’Illuminato di Arcore. Staremo a vedere…

Meno male che Silvio c’è… (ma meno male per chi??!)

aprile 6, 2008

L’inno della pdl è a dir poco ridicolo. Un inno alla politica tutta apparenza e niente contenuti. Povera Italia. Meno male che c’è qualcuno disposto a riderci sopra. Ecco un simpatico video di risposta comparso su YouTube.

Veltroni – Berlusconi: inciucio in vista.

marzo 30, 2008

Posto le parole che Veltroni ha pronunciato in uno dei gazebi allestiti per il Democratic-Day, tratto direttamente dal sito dell’ANSA:

“Non esiste nessuna coalizione – ha detto con forza Veltroni – e non esiste nessun governo delle larghe intese, ma esiste la necessità di fare con le larghe intese le riforme istituzionali”

Una frase da Premio Nobel della politica. Al di là delle sottili distinzioni linguistiche, mi sembra che chiunque vinca il gioco è già fatto: in nome delle riforme istituzionali (?!) si produrrà un mega-inciucio durante il quale i veri problemi del Paese (conflitto d’interessi, inflazione galoppante, salari da fame, precariato, burocrazia, qualità dell’informazione, etc.) saranno oscurati. Nessuno ha un progetto di lungo periodo per rimettere il Paese in carreggiata. Tutti cianciano a vanvera, facendo promesse irrealizzabili e nascondendosi dietro giochi di prestigio dialettici (dettati dalle agenzie di marketing, sondaggi alla mano), mentre l’Italia continua ad affondare. Poveri noi.

I salari italiani tra i più bassi in Europa.

marzo 12, 2008
Una recentissima indagine dell’Eurispes certifica la disastrosa situazione dei lavoratori italiani, precipitati al 23° posto nella graduatoria dei paesi OCSE, dietro a paesi come la Grecia e la Spagna. Il trend si conferma essere stato ampiamente negativo dopo l’ingresso nell’euro, visto che nel periodo 2000-2005 la crescita media dei salari nella Cominità Economica Europea è stata del 18%, mentre in Italia si è fermata al 13,7%. Insomma una vera Caporetto. Ovvio che se il trend non dovesse invertirsi, si determinerebbe un’avvitamento della nostra economia e un deterioramento della pace sociale. Nel frattempo i nostri politici continuano a starnazzare in una campagna elettorale sempre più povera di contenuti e sempre più simile a uno show. Poveri noi.

La sonfitta Sarkozy: uno spunto di riflessione sulla politica.

marzo 10, 2008

Il primo turno delle elezioni provinciali in Francia è stato una sonora sconfitta per Nicolas Sarkozy, attuale titolare dell’Eliseo. La sinistra avanza nettamente un pò ovunque, conquistando diverse importanti città, riportando un netto successo in un’elezione che ha registrato un’alta affluenze alle urne. Insomma il netto calo di popolarità dovrebbe fare riflettere la destra francese. Sarkozy non solo non ha prodotto alcun risultato reale in fatto di politica economica, ma ha passato buona parte del suo mandato ad alimentare il gossip internazionale con la sua storia con l’ex fotomodella Carla Bruni, divenuta recentemente sua moglie. La politica deve cominciare a occuparsi dei problemi reali della gente, a partire da quelli economici. L’ondata inflattiva sta distruggendo il potere d’acquisto dei salari in tutta Europa, non è più possibile fare finta di niente. O la politica torna a occuparsi degli interessi della gente, o è giusto che la gente la punisca. Questo concetto in Francia pare essere stato recepito. Non è più il tempo dei teatrini, servono politiche serie ed efficaci. Oltralpe la politica d’immagine senza contenuti è stata sonoramente bocciata dall’elettorato. Magari succedesse anche qua in Italia. Ma ho i miei dubbi.

Beppe Grillo: la parabola discendente di una stella?

marzo 3, 2008

Ho sempre avuto molta stima di questo simpatico comico, per la caustica efficacia dei suoi spettacoli, per il fatto che comunque a lungo è stato una fonte di informazione indipendente e (cosa sempre gradita) molto divertente. Come dimenticare il suo ruolo nel preconizzare il crack Parmalat, nel rendere pubblici i retroscena di molti eventi finanziari poco limpidi (caso Telecom primo tra tutti), più in generale a fungere da pungolo e da persona “scomoda” ai potenti di questo scassato paese alla deriva. Grazie, Beppe. Grazie di cuore. Tuttavia da un pò di tempo – secondo me – sta uscendo dalle righe. Forse l’apice del suo successo (o l’inizio della parabola discendente) è stato il V-day. Un’evento mediatico che ha fatto storia, coinvolgendo un pò tutti, me compreso. In effetti la nostra putrescente classe politica ci ha estratto con le tenaglie un bel vaffanculo, con comportamenti assolutamente scandalosi e strafottenti nei confronti dei cittadini che li votano. Tuttavia fino a questo evento il comico genovese ha fatto – nel bene e nel male – il suo mestiere: fare satira. Fare satira è scomodo, ma utilissimo, in quanto è uno stimolo utile per tenere pungolata l’intellighenzia che governa l’Italia. Tuttavia mi sembra che adesso l’azione di Beppe Grillo stia diventando sempre più un movimento politico. Il concetto di introdurre dei “bollini di qualità” ai politici mi sembra assurdo, in quanto nessuno a questo mondo detiene la verità. E chi controlla poi la veridicità delle credenziali dei candidati politici “certificati”? Grillo in persona? Mah! I conti non mi tornano per niente quando poi elemosina ai suoi fans di finanziargli i V-day, perchè – poveretto – ha perso 80000 euro per organizzare il primo. Il passo succesivo quale sarà, forse chiedere un finanziamento statale?? A coloro che vedono in Beppe Grillo il Maestro che gli indica la strada, invito a considerare che il comico genovese dieci anni fa distruggeva a mazzate i computer sul palco (l’ho visto fare di persona), mentre adesso pensa che grazie alla Rete il mondo potrà magicamente trasformarsi nel paese delle meraviglie. Meditate, gente, meditate. Beppe Grillo secondo me farebbe meglio a tornare a fare quello che in passato ha fatto bene: una satira intelligente che informi i cittadini in modo divertente. Dio solo sa quanto ce n’è bisogno in Italia. Lasci stare la politica, altrimenti anche lui in tempi rapidissimi diventerà come quelli che critica tanto. Se non peggio.

Ciriaco de Mita: un’ottantenne imbullonato alla poltrona.

febbraio 20, 2008
Leggendo l’ansa apprendo oggi che l’onorevole Ciriaco de Mita, ex segretario della dc, ex presidente del consiglio, ex qualsiasi cosa, se ne è andato dal Pd sbattendo la porta, quando ha saputo di essere stato escluso alla ricandidatura dal regolamento interno del neonato partito. La notizia si commenta da sè. Incredibile come questi ottuagenari siano incollati alla poltona contro ogni buon senso, e se possibile probabilmente si farebbero tumulare sul cadreghino. Incredibile. Testualmente, dal sito de la Repubblica, queste sono le ultime frasi dell’ottuagenario di Nusco: “Nell’applicazione dello statuto sono vittima dell’età. Mi ribello, non ci sto e lascio questo partito”. Per fare cosa onorevole De Mita? “Per fare politica, contro il Pd. Perchè sia chiaro: io l’ultimo comizio lo farò quando muoio”. Veramente non c’è limite al peggio.