Archive for the ‘economia’ Category

Gli italiani travolti dai debiti.

maggio 31, 2008

Ormai la triste realtà dell’esplosione dell’inflazione e dell’erosione drammatica del potere d’acquisto dei salari non è più un tabù per gli organi di informazione. Complice anche l’aumento dei tassi d’interesse che fa lievitare la rata del mutuo, ormai fare quadrare i conti a fine mese è sempre più arduo, per non dire impossibile. Risultato finale: l’esplosione dell’indebitamento delle famiglie italiane. Al di là degli aridi dati ufficiali, il moltiplicarsi delle varie finanziarie e delle sempre più diversificate possibilità di accedere al credito al consumo sono una significativa cartina al tornasole della traballante situazione economica degli italiani. Ieri mentre passeggiavo in un centro commerciale ho preso un giornale di annunci gratuiti. La prima pagina era letteralmente ricoperta dalla pubblicità di finanziarie che propongono prestiti, neanche regalassero i soldi. In un angolo faceva bella mostra l’annuncio di un operatore che proponeva l’acquisto in contanti di oro. Tra poco si potranno vendere anche le mutande…

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I salari italiani tra i più bassi in Europa.

marzo 12, 2008
Una recentissima indagine dell’Eurispes certifica la disastrosa situazione dei lavoratori italiani, precipitati al 23° posto nella graduatoria dei paesi OCSE, dietro a paesi come la Grecia e la Spagna. Il trend si conferma essere stato ampiamente negativo dopo l’ingresso nell’euro, visto che nel periodo 2000-2005 la crescita media dei salari nella Cominità Economica Europea è stata del 18%, mentre in Italia si è fermata al 13,7%. Insomma una vera Caporetto. Ovvio che se il trend non dovesse invertirsi, si determinerebbe un’avvitamento della nostra economia e un deterioramento della pace sociale. Nel frattempo i nostri politici continuano a starnazzare in una campagna elettorale sempre più povera di contenuti e sempre più simile a uno show. Poveri noi.

La sonfitta Sarkozy: uno spunto di riflessione sulla politica.

marzo 10, 2008

Il primo turno delle elezioni provinciali in Francia è stato una sonora sconfitta per Nicolas Sarkozy, attuale titolare dell’Eliseo. La sinistra avanza nettamente un pò ovunque, conquistando diverse importanti città, riportando un netto successo in un’elezione che ha registrato un’alta affluenze alle urne. Insomma il netto calo di popolarità dovrebbe fare riflettere la destra francese. Sarkozy non solo non ha prodotto alcun risultato reale in fatto di politica economica, ma ha passato buona parte del suo mandato ad alimentare il gossip internazionale con la sua storia con l’ex fotomodella Carla Bruni, divenuta recentemente sua moglie. La politica deve cominciare a occuparsi dei problemi reali della gente, a partire da quelli economici. L’ondata inflattiva sta distruggendo il potere d’acquisto dei salari in tutta Europa, non è più possibile fare finta di niente. O la politica torna a occuparsi degli interessi della gente, o è giusto che la gente la punisca. Questo concetto in Francia pare essere stato recepito. Non è più il tempo dei teatrini, servono politiche serie ed efficaci. Oltralpe la politica d’immagine senza contenuti è stata sonoramente bocciata dall’elettorato. Magari succedesse anche qua in Italia. Ma ho i miei dubbi.

Il petrolio alle stelle, cronaca di una crisi annunciata.

gennaio 3, 2008

Il petrolio sembra avere stabilizzato il suo prezzo intorno alla soglia psicologica dei 100 euro al barile. Probabilmente si tratta di una semplice pausa di consolidamento in vista di nuovi record. Le menti eccelse che governano l’economia europea hanno detto che se questa tendenza rimarrà stabile, avremo problemi sia per la crescita che per l’inflazione. Dei veri guru. Pagliacci. Abbiamo creato un’economia petrolio-dipendente, speculazione-dipendente con meccanismi assurdi e adesso ne paghiamo il prezzo. Qualcuno mi deve ad esempio spiegare perchè il prezzo del metano deve essere agganciato a quello del petrolio. E’ una cosa che non sta nè in cielo nè in terra. Però è così. Questa cosa ci viene venduta come una verità di fede. Nessuno mette in discussione questo meccanismo del “mercato”. In realtà è una miserabile speculazione funzionale a certi colossi economico-finanziari. Quelli russi in testa. La politica – ovviamente – dorme. L’informazione – ovviamente – latita. Che tristezza.

Asse USA-URSS contro il taglio dei gas serra.

dicembre 15, 2007

Scandaloso. I lavori del gruppo ristretto cha a Bali sta cercando un compromesso tra le esigenze dei paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo al fine di tagliare i gas-serra del 35-40% entro il 2020 (rispetto ai livelli degli anni ’90), è arrivato a un punto morto a causa dell’asse USA-URSS. L’amministrazione Bush si è sempre distinta per la totale insensibilità in fatto di problemi ambientali, ma a quasto giro ha superato sè stessa. L’amministrazione statunitense, spalleggiata dal buon Putin, si oppone a dei paletti fissati a livello internazionale, pretendendo invece che ogni paese si regoli come meglio crede. In altre parole, gli USA si arrogano la libertà di inquinare quanto vogliono. In nome della crescita economica, del libero mercato e altre amenità. Del resto la Casa Bianca ha sempre sostenuto che non ci sono prove scientifiche che il riscaldamento globale in atto sia correlabile all’incremento di concentrazione deli gas serra. Ricordiamoci – aproposito di approccio scientifico alla realtà – che l’attuale amministrazione ha sostenuto anche l’introduzione dei libri di testo nelle scuole dove si confutava la teoria evoluzionista delle specie in favore di quella creazionista… I teocon negli States stanno facendo dei danni enormi. Il problema è che il conto lo pagherà tutto il pianeta…

L’Italia è un paese alla deriva, ma non è che guardando in giro nel resto del pianeta Terra le cose vadano molto meglio… mi sa che tornerò a rifugiarmi nella letteratura…

Le poste debuttano nella telefonia mobile.

novembre 26, 2007

Apprendo dall’ansa questa notizia. Non bastava avere trasformato gli uffici postali in negozi e filiali bancarie. Ieri sono andato in un ufficio postale per spedire due lettere. Mentre aspettavo il mio turno, ho fatto un giro in mezzo agli scaffali dove si vende di tutto. Arrivato il mio turno, ho chiesto i francobolli. Mi hanno guardato come se fossi un marziano. Già, proprio così. Nella filiale postale non avevano i francobolli. Sono dovuto uscire e andare a comprarli al tabacchino. E poi rifare la fila. Gioie delle privatizzazioni. Però adesso debuttano nella telefonia mobile. A quando la vendita dei salumi?!