Caro Lamberto, oggi sono molto triste.

Oggi è morto l’ultimo degli operai coinvolti nel tragico incidente alla ThyssenKrupp. Si chiamava Giuseppe Demasi. Aveva 26 anni. Un ragazzo. Non è giusto morire così. Non è giusto morire come un cane per portare a casa una pagnotta. Perchè di questo stiamo parlando: portare a casa una pagnotta, visti gli stipendi da fame dei metalmeccanici.

Leggendo in giro pare che il problema del giorno per i nostri politici al governo siano le minacce di Lamberto Dini. Questo signor nessuno, mago delle alchimie politiche nei partitini e rappresentante di non si sa chi o cosa, sta starnazzando come un matto, vaneggiando dei presunti problemi di bilancio e della necessità del rigore nei conti. Forse non si è reso conto che fa parte di un governo di centrosinistra, non fa più parte del centrodestra e non rappresenta nè Confindustria nè la Banca d’Italia. Il suo problema è che forse non sa neanche di cosa sta parlando: ha cambiato così tante volte incarichi e schieramenti politici che non sa più dov’è. O forse si è scocciato della condanna subita da sua moglie per bancarotta fraudolenta. Tranquillo, Lamberto, c’è l’indulto: la tua bella è salva. Intanto gli operai (non solo loro, a onor del vero) lavorano per quattro soldi in condizioni di sicurezza pietose. Caro Lamberto, tu hai urgente bisogno di una sana immersione nel mondo reale. Che ne diresti, caro Lamberto, di farti sei mesi in fonderia sulle colate a mille euro al mese con un bel contratto a termine?! Magari dopo ti renderesti conto che forse per te è giunto il momento di ritirarti a vita privata. Di non farti più vedere. Di sparire nel nulla.

Caro Lamberto, oggi sono molto triste. Perchè so che tu non te ne andrai. Rimarrai lì, a vaneggiare, come i tuoi compagni cadreghinisti che intasano i dorati palazzi della politica. Lontani dal mondo reale. Vicini ai vostri privilegi. Chi se ne è andato è invece Giuseppe. Giuseppe Demasi, 26 anni. Morto come un cane per un pezzo di pane.

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4 Risposte to “Caro Lamberto, oggi sono molto triste.”

  1. arem Says:

    Il problema è che oltre a Lamberto Dini avresti dovuto prendertela, fin dall’inizio, soprattutto con un certo Francesco Giordano, oltre ad altri ben noti, che non hanno fatto altro che applicare la politica del ricatto e delle ritorsioni ideologiche sia a questo governo che alla società tutta.
    Costoro e i sindacati, sulle morti bianche, denunciano, portano alla ribalta il caso, e poi? Rimane tutto fermo, uguale come prima…e loro sono con la coscienza apposto, tanto lo hanno detto!

  2. ilnaufrago Says:

    Caro arem, il mio sfogo era riferito alla classe politica in generale. Lamberto Dini è il primo nome che mi è venuto in mente per i fatti recentemente successi. Ci tengo a precisare che non ce l’ho con lui in particolare, semplicemente a oggi mi sembra il caso emblematico, oserei dire paradigmatico di un classe politica che è divisa nei dettagli ideologici formali ma graniticamente compatta nel perseguire i propri interessi personali o nel migliore dei casi di casta intoccabile. Punto. Non salvo nessuno. Men che meno che mai il Francesco Giordano da te citato, omuncolo di partito che mai in vita sua ha alzato un piccone, anche se si dichiara comunista (qualsiasi cosa possa significare oggi questo termine).
    Purtroppo la nostra classe politica (e quindi sindacale, visto che siamo in Italia) fa schifo. A prescindere dal colore delle bandiere sventolate. Punto.

  3. Arturo Says:

    Che si vergognino tutti!

  4. ilnaufrago Says:

    Già, Arturo, in effetti è proprio una vergogna. Il problema è che a questi signori – che noi paghiamo – non gliene frega niente…

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