Continua la battaglia campale nelle fabbriche italiane.

Altri morti, altri feriti in condizioni disperate, altre famiglie distrutte. Non è possibile morire così, in modo orrendo, per sbarcare il lunario. L’Italia è ormai un paese alla deriva. Il bilancio dei morti sul lavoro è più grave di quello di una battaglia campale. I nostri politici fanno i soliti discorsi altisonanti, ma non succede nulla. La gente che lavora continua a morire. La legislazione italiana sul lavoro fa schifo. La nostra classe dirigente, industriali in primis, fa schifo. L’unico interesse è sottopagare e precarizzare la gente. Se poi qualcuno ci lascia la pelle, chi se ne frega, altri prenderanno il loro posto. Ho il cuore colmo di tristezza, mi vergogno di essere italiano. Probabilmente è vero: bisogna cominciare a pensare di emigrare all’estero. Mi associo a quanto afferma Beppe Grillo nel suo blog: Quando si muore per gli estintori vuoti e per turni di 16 ore il proprietario va messo in galera senza passare dal via e si chiude temporaneamente la fabbrica. Ma dovè finita la giustizia?! Che schifo. Abbiamo un governo di centrosinistra intasato di ex sindacalisti, e questi sono i risultati.

Un pensiero colmo di tristezza per quanti sono morti per lavorare, per quanti stanno lottando per vivere e per i loro cari.

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9 Risposte to “Continua la battaglia campale nelle fabbriche italiane.”

  1. BeppeGrilloTV Says:

    Quante morti bianche…
    Galera? Lasciando pure le leggi attuali…
    a me basterebbe che chiunque causa la morte di una persona facesse lo spazzino per due anni senza stipendio…

  2. Un cittadino nella rete Says:

    Assassinii di massa

    Quattro morti per un incendio in una fabbrica di Torino.
    Sono decine di migliaia ogni anno le morti evitabili con una corretta gestione di attività rischiose (vedi l’articolo “Gabriele Sandri e gli assassinii di massa – sul lavoro e non so…

  3. ilnaufrago Says:

    Quanto successo è terribile. Ma ancora più terribile è che probabilmente in risposta a questo problema non succederà nulla. Un pò di confusione mediatica, poi i problemi del paese torneranno a essere la vita sentimentale (presunta) dei vip.

  4. Arya Says:

    Non dobbiamo dimenticare in questi momenti le vicende Ethernit, e il mancato risarcimento delle famiglie colpite dai tumori a causa dell’amianto: nulla di fatto i dirigenti non ne sono responsabili. Aggiungiamo tanti altri casi di “indignazione temporanea” che si sono risolti in nulla di fatto. Thyssen group sta sbaraccando chi inseguirà i responsabili quando questi non saranno più i responsabili? Mi associo al pensiero per le famiglie di tutti quelli che stanno lottando per la vita a causa del lavoro.

  5. ilnaufrago Says:

    Dici bene, Arya: il problema di fondo è chi in Italia nessuno è mai responsabile di niente. I dirigenti vengono pagati a peso d’oro – proprio in nome delle responsabilità – però non pagano mai per gli errori che fanno. Il caso Etherint e la Thissen Group sono casi paradigmatici di una società iniqua che di prassi schiaccia il più debole, ridendogli in faccia. Hai fatto bene a ricordarli. E’ facile dimenticare gli scandali. Fino al successivo…

  6. TooMuchSugarInMyCoffee Says:

    Mi associo al tuo pensiero triste, Naufrago e a ciò che ha scritto Arya. L’è dura oggi ragazzi e serve un’impresa (al giorno, a volte anche all’ora) per riuscire a sopravvivere in questo sistema così malandato…
    Mi domando questo: cambiare musica? O ballare meglio che possiamo questa canzone così triste e cupa?

  7. ilnaufrago Says:

    Guarda, TooMuchSugarInMyCoffee , mi sa che ci conviene cominciare seriamente a espatriare. Spero comunque di sbagliarmi… ma ne dubito.

  8. Un cittadino nella rete Says:

    Testo unico sicurezza

    La strage interminabile che sta avvenendo nel mondo del lavoro italiano ha indotto il governo ad accellerare i tempi per l’emanazione del nuovo testo unico sulla sicurezza. Dovrebbe uscire nei prossimi giorni.
    In un precedente articolo sul tema s…

  9. ilnaufrago Says:

    Mah! Non ho molta fiducia, perchè il problema non è tanto fare le leggi (questo è solo il necessario punto di partenza), quanto applicarle. In Italia i controlli non esistono. Comunque speriamo bene…

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