Questo bellissimo libro di Ray Bradbury è secondo me una denuncia della degenerazione che nelle società moderne può raggiungere il mondo dell’informazione. Da questo punto di vista è un libro perfettamente attuale. Nella società descritta da Bradbury l’uso dei libri è severamente vietato, e il loro possesso è un crimine perseguito con la pena di morte. In compenso tutte le case sono dotate di maxischermi televisivi, in modo che tutti i cittadini possano essere adeguatamente disinformati dai media, ovviamente controllati dal regime. I rapporti interpersonali vengono sistematicamente scoraggiati: i cittadini apprendono tutto quello che c’è da apprendere dalla televisione. In una società di questo tipo ovviamente la depressione è la regola, ma niente paura: l’uso sistematico di droghe allevia tutte le sofferenze.
Il protagonista del libro è un Milite del Fuoco, Guy Montag. Questi compie con solerzia il suo lavoro: trovare tutti i libri – nascosti illegalmente da pochi ribelli al sistema – e bruciarli. Alle volte assieme ai loro proprietari. La sua vita trascorre tranquilla (se mi è permessa questa espressione), fino al giorno in cui trasgredisce le regole e legge un brano di un libro. Comincia una passione divorante, che lo porterà a sottrarre dalla distruzione una quantità crescente di volumi e a crearsi una propria biblioteca segreta. Scoperto, dovrà fuggire per sottrarsi alle conseguenze della sua ribellione, essendo ormai divenuto una persona socialmente pericolosa. Si rifugerà in aperta campagna, aggregandosi a una comunità di dissidenti che per non disperdere la cultura hanno imparato a memoria innumerevoli libri, per tramandarli alle generazioni future. La città di Montag finirà distrutta da un bombardamento atomico: in realtà la nazione era in guerra, ma la disinformazione sistematicamente messa in atto dal sistema teneva tutti i cittadini all’oscuro delle tragiche conseguenza dello stato di belligeranza.
Un libro dai contenuti splendidi, scritto in modo molto scorrevole e di drammatica attualità, visto lo stato di coma profondo – per non dire di sistematica demolizione del concetto stesso di informazione oggettiva e indipendente – in cui si sono ridotti i media al giorno d’oggi. Spegniamo le televisioni. Accendiamo i nostri cervelli.
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Febbraio 27, 2008 alle 1:00 pm
Questo libro è bellissimo. Concordo su tutto. Ray Bradbury ha visto lontano. Basta pensare a come ò stata manipolata l’informazione nella gestione della guerra del golfo prima e dell’occupazione irakena poi… tanto per fare due esempi a caso.
Febbraio 27, 2008 alle 10:22 pm
Già: Bradbury è un grande scrittore. Certi libri sono sempre attuali… alla faccia di Federico Moccia e Fabio Volo…