Ho appena finito di leggere il libro di Fabio Volo “Il giorno in più”. Devo dire che mi ha lasciato molto deluso. Alla delusione ha fatto seguito una profonda perplessità. Se un libro così – che in pratica è una rassegna stampa di ovvietà , frasi fatte e situazioni altamente prevedibili – vende centinaia di migliaia di copie un motivo ci deve essere. Un motivo che probabilmente va ricercato nella mediocrità imperante in questo scassato paese. Il target di Fabio Volo è proprio l’uomo-medio italiano, con la sua piccola vita fatta di riti scontati e stereotipati, tutto sommato contento di recitare la sua particina preconfezionata. Lungi dal riflettere sulla sua condizione di cittadino perso in una società in decomposizione, l’uomo-medio italiano cerca l’adulazione. Vuole sentirsi dire che la sua vita insipida è grandiosa. E’ questa, in fondo, l’abile operazione commerciale di Fabio Volo: si tratta di pura apologia della mediocrità. Le storielle d’amore insipide, le piccole abitudini quotidiane elevate a mito. Un’operazione commerciale molto più intelligente di quella portata avanti da Federico Moccia, che si limita a vendere pattume letterario ai teenagers lobotomizzati. Di questo bisogna dargli atto. Rimane tuttavia l’ennesimo sintomo di malessere in una società allo sbando, ormai incapace di riflettere sui propri problemi.
Tag: fabio volo, federico moccia, il giorno in più, libro, mediocrità, pattume, teenager
Febbraio 14, 2008 alle 9:50 am
Ho letto “Il giorno in più” in due giorni ma l’avrei fatto anche in uno se non mi fossi concessa le pause obbligate del *mangia* e del *dormi* (…e del *lavora* of course).
A me è piaciuto, mi piace Fabio Volo sia in veste di scrittore, che in quella di conduttore televisivo (attualmente su Rai3 Doc3) o radiofonico, mi piace come attore…mi piace pure fisicamente se proprio devo dirla tutta!
Qualche ovvietà nel romanzo c’è, lo ammetto…ma le storie d’amore forse si assomigliano un po’ tutte, no? Le passeggiate di Giacomo (il protagonista) su e giù per New York ad esempio…un susseguirsi incessante di nomi di vie (…ops volevo dire avenue) e di locali, che viene riproposto regolarmente in quasi tutte le pagine…ecco, questa cosa l’avrei evitata.
Ma ci sono diversi passaggi in cui invece mi ritrovo sempre, (in certi dialoghi tra lui e la sua amica Silvia ad esempio), e mi sorprendo a pensare “caspita…quella sono io, quello l’ho scritto anch’io!”
Insomma a me non sembra solo un prodotto commerciale ben confezionato solo per vendere…dipende un po’ con che sguardo leggi.
Non è un capolavoro letterario certo, ma nella semplicità (ovvietà?) delle emozioni che racconta, lo trovo più che leggibile.
Febbraio 14, 2008 alle 12:22 pm
Sono d’accordo con quanto dice Elle. Volo scrive libri leggeri, ma abbastanza godibili. Se non altro non siamo ai livelli di Federico Moccia, tanto per fare un nome. Forse il naufrago voleva andare un pò oltre la superficie, interrogandosi sul fatto che autori veramente originali e che non siano pompati dai media in Italia scarseggiano. E che comunque in italia chi non è spinto dai media (che puntano alla mediocrità) non emerge. Discorsi complessi e forse inutili, comunque poi ovviamente ognuno ha i suoi gusti. E su di questo non c’è nulla da dire…
Febbraio 14, 2008 alle 5:10 pm
Rispetto le idee di tutti, e ringrazio per i commenti. Tuttavia non posso che ripetermi: secondo me i libri di volo sono una sequenza di frasi fatte. Sarà perchè certi schemi li ho già “digeriti”, non lo so. Comunque è un autore che mi ha profondamente stufato.
Febbraio 17, 2008 alle 2:58 pm
Sono un laureando in Ingegnieria civile con la passione per la lettura e la musica in particolare. Mi piacerebbe sapere l’età di chi ha scritto quel commento sull’ultimo libro di volo (devo ancora leggerlo). Se si tratta di una persona giovane, credo che si sia semplicemente lobotomizzato LUI. In prima analisi un luogo comune è tale perchè è vero e tutti ci si rispecchiano un po’…se no non sarebbe comune. Ma poi oggi giorno vedo, frequento, conosco tantissima gioventù con il culto de ” l’intelletualmente difficile è buono, il resto è merda!”… è semplicemente un complesso di inferiorità cari amici 4 occhi. Cio’ che oggi reputiamo classici o mostri della musica (prendo l’esempio dei Beatles) cantavano ” lei ama te , siii sii sii!” eppure oggi ci riempiamo la bocca di queste cose del passato e chi + ne sa, + è Figo! E allora vediamo discutere “tuttologi” in tv e compagnia bella… Sfigati!
Se invece a scrivere quell’articolo è stata una persona non più tanto giovane (età di miei genitori per esempio tra i 40-60), beh caro ‘68-ino pentito, l’immondizia di Napoli che oggi vediamo, la deriva del “più Bel Paese del mondo per paesaggio e cultura”, la svendita dei nostri averi culturali e artistici, l’invenzione del lavoro precario, la decadenza dei valori, l’abbiamo ereditata dal vostro operato. Voi che facevate i bombaroli, e scopavate liberamente nei campi, e urlavate contro i parrucconi delel università, li avete rimpiazzati nel peggiore dei modi!! state facendo peggio! Prima davate la colpa ai vecchi, oggi la date ai giovani…ma che meglio gioventu’! siete stati un fallimento! Per quanto mi riguarda spero che al + presto avvenga un cambio generazionale, perchè avete intossicato una società con la vostra incompetenza e arroganze da ignorante.
La gente normale vole leggere cose SEMPLICI ” ma nn per questo banali”, vuole innamorarsi e vuole sperare…sperare in una condizione migliore, in quelsiasi campo. Quindi si ascoltano canzoni “sole cuore amore” e si leggono libri che fanno sognare.
Voi comunque continuate a fare bacchettoni, giovani o vecchi che siate… il mondo è bello perchè è vario.
Roberto
Febbraio 17, 2008 alle 6:05 pm
Non ho venti anni e non sono un ex sessantottino. Lo ripeto: Fabio Volo non mi piace. Lo trovo banale e scontato. Il termine “lobotomizzato” era un termine provocatorio che ho usato per descrivere i lettori entusiasti di Federico Moccia. Comunque sia, tu, Roberto, sei libero di pensare che io sono lobotomizzato o un vecchio sessantottino intelletualoide sfigato e occhialuto distruttore della società italiana, ma io sono altrettanto libero di dire che i libri di Fabio Volo mi hanno stufato, perchè li trovo banali e scontati, una vera apologia della banalità. Di essere considerato “normale” non me ne frega niente. Ben vengano, invece, la libertà di pensiero e le opinioni discordanti. Non voglio convincere nessuno del mio pensiero: se a te Fabio Volo piace, leggiti pure tutti i tuoi libri e buon pro ti faccia. Buona serata.
Marzo 28, 2008 alle 10:07 am
E bravo Roberto! .. mi piace quello che hai scritto. Considerando che credo di avere una decina d’anni in più di te (o 15) mi viene da pensare che sei particolarmente maturo o che io lo sono particolarmente poco
Buona vita.
A parte questo .. trovo che la semplicità del sentire e la sicerità delle piccole emozioni sono tra le classiche cose che vengono sempre ignorate davanti al frastuono e la fretta di questo mondo (rubo qualche parola al manifesto dei futuristi .. abbiate compassione). Volo non vuole spaccarci le palle dicendoci cosa dobbiamo fare .. a me personalmente fa riflettere sul modo di percepire le sensazioni di tutti i giorni. Mi ferma un attimo il criceto nella testa e mi fa capire che anche oggi in fondo alle scarpe qualche emozione l’ho provata.
Non è certo letteratura d’alto bordo, ma chi se ne fotte!
Facciamo un esempio … Coelho, l’avete letto l’Alchimista ? .. uno spettacolo! Certamente lo spessore e l’approccio è differente, ma il messaggio che mi è passato non è molto diverso da quello di ‘Un posto nel mondo’ di Volo (spero di non confonderlo).
Ciao anime in pena .. vado a lavurà
Marzo 30, 2008 alle 12:56 pm
I gusti son gusti. Grazie comunque per il commento, Amedeo, e buona vita anche a te.
Settembre 9, 2008 alle 9:27 am
Caro Naufrago, non posso che essere d’accordo con te e con le tue affermazioni, proprio stamattina (guarda il caso) pensavo a quanto è terribile vivere in una società così mediocre che ha bisogno di esaltare le futilità e le banalità delle persone che altrimenti si suiciderebbero a pensare quanto è insipida la loro vita…Personalmente odio la mediocrità e le persone mediocri come Fabio Volo che potendo raggiungere la massa avrebbero la responsabilità di trasmettere messaggi pregni di senso, e invece sanno solo darsi importanza con frasi fatte alla portata di tutti e libri vuoti come un frigo di un single (se mi passi la metafora). Sai cosa penso? Che oggi in ogni campo comandano i mediocri, e fanno di tutto affinchè i più restino nella mediocrità, altrimenti si accorgerebbero di quanto sono privi di virtù e valori e talenti e gli darebbero un bel calcio nel c..o!!! Oggi chi è in alto non vale niente!!!!!!!!!!!!! NIENTE!!!!!
Novembre 14, 2008 alle 2:44 pm
la mediocrità sta proprio nel non saper riconoscere la leggerezza…e se si parla di luoghi comuni, dire che l’italia è un paese scassato e mediocre, è forse il principe dei luoghi comuni…
Dicembre 13, 2008 alle 11:40 pm
Ho letto due pagine di un libro di Fabio Volo e non mi sento di giudicare le sue capacità di scrittore ma, sentendolo in radio, ho capito quanto sia noioso, ripetitivo e infarcito di luoghi comuni.
Detto questo vorrei consigliare di ristudiare anzi di STUDIARE STORIA a tale Roberto laureando in ingegneria civile e poi tornare a scrivere in questo blog un post dove ringrazia il 68 e chiede scusa per aver detto che chi vi ha partecipato era un bombarolo. Forse si confonde con li movimento del ‘77, che è ben altra cosa. O con la strategia della tensione. O con le Brigate rosse.
Inoltre aggiungo che i Beatles hanno rivoluzionato il mondo della musica anticipando generi come il rock progressive e l’hard rock e non andrebbero giudicati solo per il testo di She loves you. Quindi forse dovresti studiarti anche un po’ di musica caro Roberto. E non c’è alcun bisogno di essere un intellettualoide per capire tutto questo.
Voglio aggiungere anche che non è che premiando la mediocrità commerciale che si fanno passi avanti. Ripeto che non posso giudicare un libro che non ho mai letto, quindi molte delle cose che ho detto mi sono venute fuori perchè ho ritenuto l’autore della recensione troppo attaccato da chi non ha portato ragioni valide rigurdo a ciò che diceva.
Inoltre vorrei far presente all’ultimo anonimo che dire che l’Italia è un paese scassato e mediocre non è un luogo comune. è solo la verità. Chiaramente non tutti i suoi abitanti lo sono, ma la maggior parte purtorppo si.
Dicembre 19, 2008 alle 7:44 pm
Tutta via il libro mi è piaciuto e nn condivido i commenti che sono stati rilasciati. Nn mi piace però il linguaggio in cui viene scritto il racconto.Trovo che il giorno in + sia una storai molto bella anche se trovo che una situazione del genere, nn si possa trovare nella realtà.
Nn avevo nnt da fare, saluto in particolare la mia amica alessia che ha letto anche lei questo libro .:)
Dicembre 23, 2008 alle 10:39 pm
Tutto dipende da quello che cerchi sfogliando un libro. C’è chi cerca distrazione, chi semplicità, chi ama addentrarsi nella complessità della vita e inebriarsi davanti all’abisso che gli si para davanti, chi trova tutto questo semplicemente noioso. La mia personale considerazione è che le arti, il cinema, la letteratura, la musica, che un tempo si credevano addirittura discendere direttamente da Dio, abbiamo subito nel corso degli anni (ultimo secolo) una forte degradazione di intenti. Se prima il loro fine era di elevare, più comune ed universale possibile, nella logica perversa (ed economicamente molto efficace) dell’audience. Tanto più il narrato è universale e comune, tanto più il bacino di utenza è vasto. Da parte mia cerco di resistere a questa omologazione imperante semplicemente alimentando quella curiosità per “il diverso da me” che ha sempre contraddistinto la mia cifra intellettuale. Mi piacciono le nuove prospettive, mi entusiasmano le verità che trascuravo, le mille sfaccettature della realtà. Inoltre mi piace la Letteratura. Solo chi L’ha davvero incontrata (fortunatamente molti) capisce quanto siano aberranti certe affermazioni. Ragazzi miei, il consiglio che posso darvi è quello di aspirare sempre al meglio, leggere la Grande Letteratura, ascoltare la Buona Musica, guardare il Grande Cinema. Se non lo fate, non saprete mai quello che vi perdete. Nella convinzione che quando un giorno incontrerete tutto ciò non sarete più capaci di tornare ai Fabio Volo.
Gennaio 2, 2009 alle 11:59 am
Ciao naufrago. Condivido con te, mi sembra anche un buon blog il tuo. Peccato che veramente la società sia così corrotta dalla stupidità che ti ritrovi ad affrontare (complimenti x l’educazione) gente che sragiona tipo Roberto (ingenieri…), e gente che gli dà pure ragione, tirando fuori ogni scusa per giustificare fondamentelmente il solo fatto che vanno matti di spazzatura letteraria e musicale come quella che tu critichi.Volo ha indovinato un libretto all’inizio e per far soldi picchia sempre lì da ormai 8 anni, ha veramente rotto il cazzo, la vera letteratura è un’altra cosa. Sole cuore amore e ste puttanate se le ascolta solo chi si è fritto il cervello, io cambio canale e mi metto su la vera musica coi coglioni, mica di 20 anni fa, ma delle centinaia di band (in particolare americane) che rovistando su myspace potete trovare e che spaccano il culo. Il problema dei mediocri è che gli sa fatica anche andare a cercare le eccellenze nascoste. complimenti naufrago cmq! ciao!
Gennaio 21, 2009 alle 2:30 pm
Il “mediocre” è colui che prende ragione dalla propria frustrazione, è colui che che sogna il successo di fronte ad un televisore, è colui che attende la svolta vivendo ogni giorno come quello precedente. Il mediocre è colui che non rischia mai e si accontenta di un “potrebbe”, vede il mondo ma non lo vive, annuncia un evento ma non vi partecipa, rimane nascosto nell’ombra credendo di stare sempre al riparo dall’inevitabilità…il mediocre è l’essere comune, siamo tutti noi.
ostaggi delle nostre paure, convinzioni e pregiudizi…siamo ormai istituzionalizzati. mi spiace disilludervi ma da qui si esce solo con la pazzia.
___zed___
Giugno 8, 2009 alle 8:13 pm
Sono assolutamente d’accordo con l’analisi fatta dal Naufrago su Volo e la sua “letteratura” scadente e banale, e dicamolo…. quelli che comprano i libri di Moccia sono davvero lobotomizzati, anche se qualcuno si offende…
Fabio Volo è un mediocre furbo e con una grande abilità nel vendersi, uno dei tanti che in questo malandato paese ha capito come sbarcare agevolmente il lunario senza saper fare niente o avere particolari talenti, è un mito per tutti i “nessuno” che ha fatto della mediocrità il suo brand da commercializzare.
Vuole essere poetico (con poesie e brani altrui) ma non è altro che falso e melenso, vuole essere comico ma scade nel pecoreccio, vuole essere romantico ma spesso degenera, che disastro! la sua intrinseca mediocrità tende sempre a debordare e ad affacciarsi.
comunque non mi meraviglio che in un paese come questo uno così venga idolatrato….